lunedì 27 settembre 2010

Stupido gatto, non vedi che voglio aiutarti?

Ogni tanto sento il bisogno di farmi un giro in bici. Non è una passione, ma un vero e proprio bisogno: quando rimango molto tempo davanti al pc devo uscire in strada a guardarmi un po' di verde (quello vero), respirare a pieni polmoni un po' di ossigeno (quello vero), farmi venire un po' di crampi (per ricordarmi che sono una persona e non un virtuale account su un social network).

L'altra mattina stavo biciclettando nella campagna forlivese, tra Poggio e Branzolino, quando, fatta una curva, a momenti pelavo un gatto steso in mezzo alla carreggiata. Non era morto e non stava male, era abbioccato lì nel mezzo della strada approfittando degli ultimi soli di settembre.

Merda, ho pensato, se rischio di beccarlo io in bici, controvento, se arriva un'auto lo spappola. Mi sono fermato. Il gatto ha alzato leggermente il muso, ha aperto gli occhi, e mi ha fissato con uno sguardo pieno d'odio.

“Stupido gatto, se arriva una macchina ai cento all'ora diventi una polpetta. Vattene da lì!”
Macché. Ha continuato ad odiarmi, senza muovere un baffo.

“Oooooh” ho urlato io, sperando di fargli paura. Niente. E' incredibile come i gatti riescano a fissare una cosa per minuti rimanendo immobili.

“Adesso scendo dalla bici, ti prendo e ti metto nel ciglio della strada. Anzi nel fosso. Ok?”
Dal gatto nessuna risposta. Continuava ad odiarmi, immobile.

Sono sceso dalla bici, ho messo il cavalletto, ho fatto un passo avanti e lo stupido gatto ha aperto la bocca mostrandomi i canini. (A me il fatto che i gatti abbiano i canini ha sempre fatto ridere, ma tralasciamo). “Wei! Stupido gatto! Non vedi che voglio aiutarti? Cos'è questa cattiveria? Se passa una macchina ti distrugge! Sì, ho capito che qua di macchine ne passano due alla settimana, chi cazzo vuoi che venga nella periferia di Branzolino, ma se passa... passa!”

Il gatto continuava a guardarmi, bocca aperta e sguardo truce. “Magari tu vorresti anche morire, ma sono sicuro che in una delle case qua in giro c'è un padrone che piangerebbe tanto, se tu morissi. Ai padroni degli animali dispiace moltissimo quando i suddetti animali muoiono spappolati, sai. Oddio, a meno che l'animale non sia un maiale, a quel punto il padrone fa festa. Anche se è una mucca. O una gallina. O un agnello. O una renna, se vive in Finlandia. Ma tu non sei una maestosa renna finlandese, sei uno stupido gatto, quindi fai il bravo e vattene”.

Devo averlo colpito. Si è alzato e, continuando a fissarmi con sguardo assassino, è andato lentamente verso il giardinetto della casa sul ciglio della strada, sotto la buchetta delle lettere. Devo averlo colpito proprio. Forse pensava di essere una renna e gli ho rovinato la vita riportandolo alla cruda realtà.

Il gatto continuava a guardarmi con odio. “Che mondo di irriconoscenti. Davvero, non me lo merito” ho pensato io, togliendo il cavalletto della bici, inforcandola, scivolando col piede sul pedale e andando a sbattere nel guardrail.

1 commento:

  1. A volte i gatti sono proprio idioti!!!Ahahahahahahahahahahahahahaha



    Anonimo

    RispondiElimina

Per favore niente offese, parolacce, bestemmie, cattiverie ed equazioni logaritmiche. E firmatevi! ;)